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La storia
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La scuola contrapponeva a Lendinara l’attività di pubblici precettori agli insegnamenti che venivano impartiti dai religiosi, specie dai frati francescani e gerolimini che coltivando gli studi letterari ed artistici si resero benemeriti per l’educazione impartita alla gioventù paesana. Da Lendinara nel Quattrocento provennero alcuni lettori dello Studio ferrarese, qualche medico alla corte estense, e perfino alcuni consiglieri dei principi.
Fu pubblico istitutore nel 1463 Lodovico Carbone, professore di grammatica Giacomo Bazolano da Carpi dal 1447 al 1472. Più tardi troviamo precettori Orazio Toscanella (verso il 1570). Nel 1741 era maestro in Lendinara il padovano Nicolò Celotti dottissimo in teologia. Nel 1435 Anna Bollato Falconetti fece edificare la chiesa di tal nome, disponendo una prebenda perché fosse impartita istruzione gratuita alla gioventù. Nel 1666 il Consiglio della Comunità assegnò i 60 campi del beneficio a tre maestri ai quali venne dato incarico di insegnare filosofìa, belle lettere e grammatica. Queste scuole, dette “grandi”, erano in pratica un ginnasio. Si continuava ancora così nel 1820, quando c’erano anche maestri delle scuole “normali” a cura e spese del Comune.
Fin dal secolo XVI era stata fondata a Lendinara l’Accademia degli Aggirati per opera di Lodovico Cattaneo. Scomparsa questa, Giovan Battista Albrizzi fondava l’Accademia degli Incomposti che esisteva nel 1656. Venuta meno anche questa Taddeo Cattaneo creava nel 1705 quella dei Composti che agli inizi dell’Ottocento alcuni cittadini cercarono inutilmente di rinnovare. Nelle varie accademie figurarono, con attiva presenza, il poeta Giulio Malmignati e i vescovi di Adria Agliardi e Retano che avevano dimora nella cittadina.
Sembra che la prima chiesa di Lendinara sia stata S. Maria Annunciata (sec. IX). Quella di S. Francesco venne costruita su altra intitolata a S. Maria Maggiore, che esisteva già nel 1208. S. Francesco dei minori conventuali, sita nel borgo delle caselle, divenne splendido centro spirituale e culturale. Beneficato da Crosna alla fine del Duecento e ampliata da Guglielmo Cattaneo nel 1306, aveva vicino l’oratorio di S. Elisabetta. In S. Francesco soggiornarono i papi Giovanni XXIII nel 1414 e Sisto V nel 1585. S. Biagio sarebbe stata fondata verso il 1200. Si dice che fosse sede degli Umiliati ma non esiste alcun documento. Divenne presto parrocchia. Dagli inizi del ‘400 la chiesa fu affidata a sacerdoti regolari, e nel 1473 ai frati Fiesolani o Gerolomini che dal 1448 erano nella chiesa diventata poi S. Agata e ora S. Francesco dei Cappuccini. La congregazione dei Fiesolani fu soppressa nel 1668 e allora entrarono in S. Biagio i frati minori osservanti o zoccolanti che vi restarono per un secolo, fino alla soppressione del 1769. Da allora la chiesa parrocchia, demolito il convento, fu officiata da sacerdoti secolari. La chiesa di S. Maria Nuova alla Braglia era dapprima ospizio; fu affidata nel 1304 dal vescovo Bonazonta alle suore benedettine che passarono poi nella chiesa e convento dei Fiesolani (1473) chiamata da allora S. Agata. Dopo la soppressione del 1812 e un periodo di abbandono, entrarono in questa, e definitivamente nel 1876, i frati Cappuccini. In S. Maria Nuova, che era juspatronato dei Brillo, si stabilirono dal 1486 i frati dell’ordine di S. Girolamo. Nel 1866, quando fu soppressa per liquidazione dell’asse ecclesiastico, conteneva ancora la grata canoziana che ora si ammira in una sala del Municipio. S. Sofia, costruita secondo la tradizione su avanzi di un tempio pagano dai Cattaneo, era la pieve di un ampio territorio.L’alto campanile fu innalzato tra il 1797 e il 1857, la modesta facciata nel 1910. Presso questa chiesa è quella piccola di S. Giuseppe, già battistero, che apparteneva nel 1568 alla confraternita dei Battuti ed era dedicata alla Vergine del Rosario. La chiesa della Madonna, protettrice e patrona della Città, venne edificata nel 1577. Altre chiese di Lendinara sono quelle di S. Rocco, ora Monumento ai Caduti. Il Consiglio della Comunità ne deliberò la costruzione nel 1516 per la preservazione dalla peste durante la guerra di Cambrai. Fu terminata nel 1545 e consegnata ai padri serviti. S. Marco è la chiesa dove entrarono i Cappuccini quando vennero a Lendinara nel 1626. Essi dettero il nome al ponte costruito nei pressi sull’Adigetto.