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Itinerari storici - Pagina 2

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Itinerari storici
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Volgiamo ora lo sguardo alla Chiesa di S. Biagio (guida multimediale, numero verde gratuito 800 745551 codice 186). Fu costruita nel XIII secolo, ma subì nel corso del cinquecento un importante restauro. Nei primi anni dell'Ottocento fu nuovamente ricostruita su progetto di Giacomo Baccari. La facciata ricorda quella della chiesa palladiana del Redentore di Venezia ed è caratterizzata al centro da un pronao aggettante di quattro colonne con capitelli ionici che si inserisce perfettamente nell'ambiente circostante,creando un effetto scenico particolarmente suggestivo in relazione al prospiciente corso dell'Adigetto.
Entriamo nella chiesa, modulata da tre navate molto lineari e vigorose. Sul terzo altare a destra ammiriamo uno bellissima palo centinata raffigurante la Visitazione della Vergine a S. Elisabetta attribuita alla mano del ferrarese Dosso Dossi e datata 1525. Numerose e raffinate sono le opere in legno che testimoniano una tradizione lendinarese della lavorazione artistica di questo materia le. Ricordiamo gli ornati del parapetto della cantoria, ultimo lavoro di Luigi Voltolini (1864), e il bel crocifisso intermante intagliato, con i suoi racemi che si attorcigliano simmetricamente ai lati del Cristo morto, opera di Giovanni Ponzilacqua (XVII).
Incamminiamoci, costeggiando il corso dell'Adigetto, verso Piazza Risorgimento (guida multimediale, numero verde gratuito 800 745551 codice 102). Attraversiamo il ponte di piazza, sulla sinistra, e arriviamo nella piazza principale della città, cuore della vita civile, dove i cittadini amano incontrarsi. Davanti a noi si erge la torre Maistra, alta 25 metri, con l'adiacente Palazzo Pretorio (XIV sec.), più basso, caratterizzato da merli e da un grande portale. L'edificio è una delle più antiche costruzioni estensi esistenti nel Polesine. fu in origine "castello" e successivamente sede civile e militare dei rappresentanti del potere ferrarese e veneziano. All'interno della cappella realizzata nel 1509, è conservato un affresco raffigurante la Madonna in trono con il Bambino calata in un raffinato scenario paesistico attribuita al pittore Boccaccio Boccoccino. Su un muro attiguo al Palazzo Pretorio, è infisso un antico bassorilievo (forse di origine fenicia) raffigurante una figura femminile e senza collo ne braccia ribattezzata dai lendinaresi "puazza" (pua in dialetto significa "bambola").