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Itinerari religiosi
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Saliamo verso l'altare che conserva la statua miracolosa della Vergine, circondata dagli angeli in marmo, scolpiti da Giovanni Mario Morlaiter (o dal bellunese Marchiori) tra il 1743 e i 1745. Dello stesso artista sono anche le altre statue della Verginità e dell'Umiltà che sono ai fianchi dell'altare maggiore, verso la scalinata.
Salendo quest'ultima dalla parte sinistra, troviamo alle pareti due delle sei bellissime tele dipinte tr il II e il III decennio del '700 da Angelo Trevisani sulla storia del Pilastrello. Esse narrano di due importanti miracoli della Vergine: La giovane Lucia Zante risuscitata durante il suo funerale (11 febraio 1592) e La giovane Francesca Bimbarto, annegata nel Canal Bianco, viene ritrovata viva (19 luglio 1613). Scendiamo la scalinata dalal to oopsto ed arriviamo alla cappella dedicata all'abate Celestino Colombo (morto nel 1935). Vi è conservata una tavola con S. Pietro, di scuola dossesca (inizi XVI sec.) . Nel II e III altare di destra sono invece poste due pale tardo settecentesche raffiguranti S. Antonio da Padova che riceve Gesù Bambino e S. Antonio abate che visita S. Paolo eremita, opere di Tommaso Sciacca, pittore siciliano di formazione romana, chiamato a Lendinara tra il 1792 e il 1795 dall'abate Griffi. Nella seconda cappella sono conservate altre due splendide opere del ciclo dei Trevisani (1730 ca.): La giovane Maria Rigo viene resa invisibile a giovani patrizi male intenzionati (1ó maggio 1591), d'incredibile grazia e poesia, e L'acqua mutata in sangue (1570). Notiamo anche e due statue, fra e quali è posta la seconda pala dello Sciacca, S. Sebastiano e S. Lucia (1814), opera dello scultore padovano T. Bonazza.
Dipinto Pilastrello 2 NelI'altare a destra è conservata un'altra opera rilevante: I santi Bartolomeo, Benedetto e il Beato Bernardo Tolomei e i committenti Bartolomeo e Battista Malmignati (1850 ca.) commissionata da J. e D. Tintoretto dai due membri della nobile famiglia lendinarese.

Merita senza dubbio una visita anche la sacrestia, ove sono conservati altre due grandi tele del Trevisani: La città di Lendinara viene preservata dalla pestilenza che infuriano vari luoghi d'Italia e del Polesine (1630) e Per intercessione dì Giovanni Battista, la Madonna del Pilastrello salva Lendinara da una tremenda rotta dell'Adige (24 giugno 1677). Altro dipinto di dimensioni notevoli è la Glorificazione del podestà di Lendinara Ludovico Pisani (seconda metà del XVII sec.), attribuito ad Andrea Celesti(o a Matteo Ghidoni, che si ispira alle tematiche allegorico-celebrative del ciclo della Rotonda. Vi sono poi un intenso S. Andrea di, J. Ribela (meta del XVII sec.),provenienti dalla collezione Griffi, una copia del Guercino. Usciamo dallo sacrestia e raggiungiamo il Bagno. L'impianto architettonico è quello voluto dal Baccari, anche se molti sono i rifacimenti e le aggiunte di epoca successiva. Sulla sinistra troviamo la fonte miracolosa coronata dalla Madonna in bronzo, scolpita nel 1910 dal melarese Policronio Cadetti. Alle pareti troviamo il ciclo ottocentesco dei dipinti con I miracoli della Vergine del Pilastrello di Giovanni Baccali, che accompagnano il devoto fino agli angeli della vasca monolitica in marmo realizzata agli inizi del'900.
LA CHIESA DI S. ROCCO
Imboccando la strada che da Lendinara porta a Rasa, poco fuori dal centro abitato, troviamo la piccola chiesa di S. Rocco. Fu costruita nel 1516, su iniziativa de Consiglio Comunale, come ringraziamento a S. Rocco per lo scampato pericolo della peste del 1511. Vi era annesso un convento di frati Serviti, soppresso nel 1656. Fra il 1923 e il 1927 la chiesa, divenuta proprietà del Comune, viene radicalmente risistemata come sacrario dei caduti della Grande Guerra.
All'esterno viene recuperato l'aspetto cinquecentesco, eliminando le modifiche e l'intonacatura successiva. L'interno viene decorato con pitture murali, di notevole impatto: sono le Storie della guerra del veronese Angelo Zamboni. Dove un tempo sorgeva il convento dei padri Serviti si trova adesso il suggestivo parco detto "delle Rimembranze", con la visita del quale si conclude il nostro itinerario.