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Itinerari religiosi
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Dipinto S. Sofia Il I altare a sinistra ospita una tela del Casanova raffigurante S. Antonio da Padova (1942). Nel II è invece custodita la tela secentesca con la Vergine del Rosario e Santi del pittore lendinarese G.B. Albrizzi, in origine posta sull'altar maggiore della chiesa di S. Giuseppe. Novecentesca è invece la tela col Sacro Cuore di Gesù, dipinta da B. Biagetti e posta nel III altare a sinistra. In un piccolo vano situato fra il terzo e il quarto altare della stessa navata, si è ricavato un luogo protetto per l'esposizione delle tré opere più importanti conservate in chiesa ad iniziare dalla tavola del trevigiano Domenico Mancini - datata e firmata 1511 - che raffigura la Madonna in trono con Bambino e angelo musicante. L'opera, che rimanda ad una pala veneziana del Bellini, presenta degli splendidi impasti cromatici che trovano riscontro diretti nei moduli pittorici di Giorgione. Altra tavola notevole conservata nel piccolo vano è la Madonna con il Bambino in trono tra S. Lorenzo martire e S. Antonio da Padova eseguita da Francesco Bissolo agli inizi del secolo XVI ma pesantemente rimaneggiata nel Seicento; difronte c'è un Ecce Homo del Fetti (1615), soggetto che il pittore ha dipinto in più versioni, una delle quali - conservata a Monaco - molto vicina a questa di S. Sofia. Di notevole interesse sono anche i dipinti conservati nei primi tre altari di destra. Quello del I altare è una Madonna in gloria con il Bambino e le anime del Purgatorio, opera tarda (1700 ca.) del pittore estense Zanchi, commissionata dalla Confraternita della Morte (proprietaria della cappella). Sul II altare è posta la Discesa dello Spirito Santo (1765 ca.), attribuita ad uno dei maggiori allievi del Piazzetta, Domenico Maggiotto. Dello Zanchi è anche 'opera del III altare con i Santi apostoli Pietro e Giacomo (o Allegoria del Papato 1700 ca.), interessante per l'insolita iconografia. La grande pala dell'altar maggiore raffigurante Il martirio di S. Sofia e delle sue figlie Fede, Speranza e Carità dipinta ne 1793 dal veneziano Carlo Alvise Fabris, allievo del Longhi e dell'Angeli. Ai lati del presbiterio, vicino ai busti dello Scipioni e del Cappellini, si trovano due dipinti del veronese Agostino Ugolini: i Santi Agostino, Benedetto, Scolastica, Chiara e Placido e la Madonna con il Bambino in gloria e i Santi Andrea Avellino, Gaetano da Thiene e Valentino, firmati e datati rispettivamente 1783 e 1787 - i bozzetti dei quali sono custoditi ai Concordi di Rovigo. Prima di uscire da S. Sofia, visitiamo la sacrestia dove, oltre al modello ligneo in scala del campanile, sono conservati altri interessanti dipinti come le Scene della vita di S. Costanzo del veneziano Bartolomeo Litterini (1730 ca.), due tele di Pietro Vecchia (sec. XVII), alcuni ritratti, una copia del Tiziano ed una pala in cattive condizioni, attribuita a Matteo dei Pitocchi.

LA CHIESA DI S. GIUSEPPE

San Giuseppe A pochi passi dal Duomo si erge la piccola chiesa di S. Giuseppe, un tempo dedicata a S. Maria delle Grazie, costruita intorno all'anno 1500 per volere dell'arciprete di S. Sofia. Sede della Confraternita dei Flagellanti, nel 1797 la chiesa è detta "piena di fieno". Messa all'asta, venne dapprima acquistata dai Luzzato (1809) per divenire nel 1812 proprietà di d. Francesco Antonio Baccari che la fa restaurare ed ornare di pitture. Vi pone anche le preziose reliquie che gli furono donate da Papa Leone XII. I corpi santi furono riccamente vestiti da Teresa Mischiatti, madre dell'arciprete Cappellini, ed esposti alla pubblica visione nel maggio del 1862. Nel 1822, la chiesa, dedicata al transito di S. Giuseppe, viene riaperta al culto come Battistero di S. Sofia, pur rimanendo ai Baccari il giuspatronato. La chiesa ha mantenuto la struttura originaria a navata unica, con tre cappelle laterali per parte ed un abside. Ai lati della tribuna sono stati aggiunti due coretti sopraelevati. Le tele conservate in chiesa sono copie di dipinti di scuola bolognese e romana del sec. XVIII, realizzate da artisti dell'Accademia di S. Luca su commissione di Francesco Baccari. La tela dell'altar maggiore raffigurante Il transito di S. Giuseppe è opera di Andrea Pozzi (1820). Dello stesso autore è anche l'ovale con S. Vincenzo de' Paoli del secondo altare a sinistra. Le quadrature e le pitture murali raffiguranti La fuga in Egitto e la Presentazione di Gesù al tempio sono invece opera del pittore veneziano Giovanni Fassini che le esegui nel 1822. Usciamo da S. Giuseppe e percorriamo la stretta via che conduce in Piazza Alberto Mario. Presto arriviamo in vista della chiesa del Pilastrello, considerata i tempio della vita religiosa e civile di Lendinara e che rappresenta, per numero e qualità delle opere, la maggiore pinacoteca della città.