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Itinerari religiosi
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Nel IV altare a destra è esposta la Madonna della Cintura e nove Santi (1690 ca.) opera del pittore estense Antonio Zanchi, pervenuta a S. Biagio dalla Chiesa dei Cappuccini di Este nel corso del sec. XIX. Nel III altare è custodita la bellissima Visitazione (1525 ca.) di cui si ammirano la solida costruzione delle figure, l'accesa cromia ed il lirismo del paesaggio fantastico dello sfondo. Nel dipinto gli elementi classici si fondono con il naturalismo psicologico dei personaggi rimandando alla bottega di Dosso Dossi.
La pala del II altare con S. Nicola, S. Francesco d'Assisi, S.Antonio abate e S. Andrea apostolo è opera del pittore tardomanierista Andrea Vicentino (1585 ca.). Nel I altare a destra è posta una tela ottocentesca raffigurante S. Margherita da Cartona. Meritano un accenno anche le sculture lignee realizzate da artisti lendinaresi: il baldacchino sopra l'altar maggiore (sec. XVIII) eseguito da Giuseppe Fava detto il Saccadei, la croce del Ponzilacqua e la cantoria ottocentesca di Luigi Voltolini. L'edicola funebre del giureconsulto Gaspare Malmignati (1542), murata sopra la porta d'accesso alla sacrestia, proviene dal soppresso convento di S. Francesco.

LA CHIESA DI S. MARIA E S. ANNA

Usciamo da S. Biagio e, attraversato il ponte, raggiungiamo Piazza Risorgimento, imbocchiamo poi via Garibaldi sino alla suggestiva piazzetta dove si erge l'antica chiesa di S. Anna. L'edificio fu edificato a partire dal 1433 per volere di Anna Bollato Falconetti, la quale la dotò di cospicue proprietà. Alla sua morte, l'arciprete di S. Sofia e la Comunità di Lendinara divennero giuspatroni della chiesa. Le decime delle cospicue rendite dovevano servire non solo al sostentamento della chiesa, ma anche ad opere di pubblica utilità, tra cui l'obbligo per i mansionari di S. Anna di istruire la gioventù. Già ne secolo XVI vi era presso la chiesa un convento di Suore Benedettine, la cui presenza è documentata ancora nel 1777. Nel 1799 S. Anna è occupata dai Russi che la utilizzarono per la celebrazione dei loro riti ortodossi. Promotore di un radicale restauro della chiesetta fu don Gaetano Baccari che sovrintese ai lavori, protrattisi dal 1814 al 1825. La facciata in mattoni a vista tu rinnovata nel biennio 1933-34. L'interno mantiene l'originale struttura a navata unica con due piccoli cori e due altari ai lati del presbiterio. La pala dell'altar maggiore con Maria Vergine che porge il Bambino a S. Anna, S. Giuseppe, S. Gioacchino e S. Iacopo è opera di Giovanni Baccari che la dipinse nel 1816. Sull'altare di destra è posta la tela - attribuita ad Andrea Vicentino - raffigurante la Madonna del Carmine che appare a Santi, re, doge, e anime del Purgatorio (1614 ca.). L'opera è iconograficamente interessante e di ispirazione fortemente controriformista. Sull'altare di sinistra è posta invece un'opera di anonimo pittore tardomanierista raffigurante la chiamata di S. Matteo.